Tombarello: il tonno più piccolo, il cui nome significa «crescere»
Ogni articolo di questa serie risponde alla stessa domanda: come fa il pescatore a battere in astuzia il predatore? Con quale esca, a quale profondità, a quale ora. Con il tombarello la risposta comincia da una contraddizione nel nome. Il suo genere si chiama *Auxis*, e secondo l’interpretazione più probabile la parola risale al greco *auxo*: crescere. Eppure è uno dei tonni più piccoli in assoluto, nelle catture di solito intorno ai 35 centimetri. Il polo di questo articolo è quindi: il tonno più piccolo, il cui nome significa «crescere». Si tratta di *Auxis rochei*, il tombarello, in Spagna melva, in inglese bullet tuna.
Un nome antico per i tonni giovani
L’origine dei nomi scientifici è registrata dall’ETYFish Project, un repertorio etimologico dei nomi dei pesci. Lì il genere Auxis (Cuvier 1829) è un «ancient name for scombrid fishes», un nome antico per i pesci scombridi, «sometimes used to designate a young tunny», usato a volte per un tonno giovane, «perhaps derived from auxo, grow». ⚠️ Il «perhaps» sta nella fonte, e questo articolo lo mantiene: la derivazione da «crescere» è un’ipotesi, non un dato. Secondo ETYFish il nome di specie rochei (Risso 1810) onora il medico e naturalista svizzero François-Étienne Delaroche (1780–1813), i cui lavori sui pesci del Mediterraneo Risso cita più volte. La sottospecie mediterranea si chiama *Auxis rochei rochei*; ne esiste una seconda, *eudorax*, il cui nome rimanda alla corazza di scaglie ben sviluppata dietro la testa, il cosiddetto corsaletto.
Come lo chiamano i popoli lo mostra la lista del GBIF per *Auxis rochei* (chiave 4286088, 188 voci). C’è un campo della fregata: tedesco «Fregattmakrele», inglese «frigate mackerel», danese «fregatmakrel», olandese «fregatmakreel», russo «макрель-фрегат», arabo «ماكريل الفرقاطة». Un campo del proiettile: inglese «bullet tuna», finlandese «kuulamakrilli», olandese «kogeltonijn», arabo «تونة الرصاصة», il tonno che sembra un proiettile. Un campo della melva a ovest: spagnolo «melva» e «melvera», catalano «melva», portoghese «judeu melveira». Un campo del tombarello al centro e a est, a cui appartiene il nome italiano: italiano «tombarello», maltese «Tumbarello» e «Tumbreall», turco «gobene balığı» e, secondo l’ICCAT, «tombik balığı», greco, secondo il manuale dell’ICCAT, «Τουμπαρέλι» accanto a «Κοπάνι». E alcune lingue prendono semplicemente il genere: svedese e norvegese «auxid», francese «auxide» accanto a «bonitou».
💣 Tre trappole dei nomi, ognuna verificata alla fonte. Primo, «fregata». Il GBIF dà gli stessi nomi anche alla specie sorella *Auxis thazard* (chiave 4286082), in inglese di solito «frigate tuna», e viceversa «Frigate Tuna» compare anche nella lista di *A. rochei*. Il manuale dell’ICCAT, la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico, scrive che alcuni autori le consideravano un’unica specie, che spesso nuotano nello stesso banco e che quantità ignote di tombarelli vengono registrate come «frigate tuna» negli sbarchi. Secondo, «bonito». La lista del GBIF di *A. rochei* riporta l’inglese «Bonito» e «Plain Bonito», lo spagnolo «Bonito», il francese «bonite», l’arabo «بونيتو العادي» e il tedesco «Unechter Bonito», ma il bonito è *Sarda sarda*, la palamita, e il «falso bonito» è *Euthynnus alletteratus*, l’alletterato; entrambi hanno un articolo proprio in questa serie. Terzo, «trup». Il regolamento croato sulla pesca ricreativa in mare (NN 48/2026, allegato 1) riporta «trup Auxis rochei», ma in albanese «Trup» è, secondo l’ICCAT e EUNIS, l’alletterato, e lo sloveno «Trupec» indica di nuovo, secondo l’ICCAT, il tombarello. Una parola, tre coste, due pesci.
Piccolo, veloce, senza vescica natatoria
I dati essenziali, ognuno con la sua fonte. Il manuale dell’ICCAT (capitolo 2.1.10.2, aggiornato al 30 giugno 2021) lo definisce «one of the smallest members of the Scombridae family», uno dei membri più piccoli della famiglia di sgombri e tonni. Nell’Atlantico orientale arriva a 51 centimetri di lunghezza alla forca, nello stretto di Gibilterra a 47 centimetri e circa 1,9 chili; la taglia comune è di 35 centimetri. Secondo l’ICCAT raggiunge la maturità sessuale a 34–36,5 centimetri, cioè più o meno alla taglia a cui viene catturato di solito. FishBase indica al massimo 50 centimetri e un’età massima di 5 anni; stato IUCN «Least Concern», valutato il 1° marzo 2022. Un nome che significa «crescere» e un pesce che quasi non cresce: ecco il polo.
Due caratteristiche dal manuale dell’ICCAT spiegano il suo comportamento. «Swim bladder absent»: non ha vescica natatoria e deve nuotare per non affondare. E forma «large schools of similarly sized individuals», grandi banchi di pesci della stessa taglia. All’aspetto: dorso blu iridescente, verso la testa viola intenso fino a quasi nero, 15 o più linee ondulate scure, da oblique a quasi verticali sopra la linea laterale, ventre bianco senza strisce, due pinne dorsali ben distanziate e un corsaletto largo.
Quando e dove sta nel Mediterraneo
Secondo l’ICCAT è epipelagico e neritico, cioè vive nello strato d’acqua superiore e sopra la piattaforma continentale, e nel Mediterraneo ha una distribuzione costiera stagionale. È più frequente nello stretto di Gibilterra, lungo la costa nordafricana e sulla costa mediterranea spagnola; secondo i lavori lì citati, anzi, la maggior parte degli *Auxis* del Mediterraneo sarebbe *A. rochei*. Viene descritta una migrazione dall’Atlantico attraverso Gibilterra fino alle Baleari e ritorno, «close to the shore», vicino alla costa. Secondo l’ICCAT nel Mediterraneo si riproduce da giugno a settembre, nell’Egeo da marzo a settembre secondo Bök e Oray (2001). In Algarve viene catturato tra maggio e novembre, in relazione ad acque più calde con vento di levante. ⚠️ Sono osservazioni tratte da studi, non un calendario per la tua baia.
Che cosa mangia, e chi lo mangia
Il manuale dell’ICCAT scrive: «Food is primarily selected by the size of gill rakers»: il cibo viene selezionato soprattutto in base alla dimensione delle branchiospine. Mangia pesci, crostacei e cefalopodi; tra i pesci soprattutto piccoli pesci pelagici di branco, in particolare acciughe e altri clupeiformi, tra i crostacei soprattutto stadi larvali (larve megalopa e di stomatopodi). FishBase aggiunge i calamari. Allo stesso tempo è a sua volta preda: come predatori l’ICCAT cita diverse specie di tonno, squali pelagici, pesci rostrati e grandi pesci del largo come la lampuga (*Coryphaena hippurus*) e il barracuda (*Sphyraena*). È considerato «forage prey»: pesce foraggio per i grandi.
Che cosa significa in acqua
- Pensa in piccolo. Un predatore che mangia acciughe e larve di granchio, e il cui cibo viene selezionato dalle branchiospine, non è un caso da esche grandi. Come con l’alletterato: la misura spesso batte l’azione. Quale misura d’esca catturi esattamente non lo dice nessuna delle fonti lette; questo articolo non ne promette nessuna.
- Un pesce mostra il banco. Poiché si raduna in banchi di taglia uguale, la prima cattura ti dice quanto sono grandi gli altri, e se la tua esca è adatta ai pesci che ci sono in quel momento.
- Non sta mai fermo. Senza vescica natatoria deve nuotare. Un banco che un attimo fa ribolliva in superficie può essersi spostato pochi secondi dopo: lanci rapidi battono lunghe pause.
- La stagione è la costa. Le fonti descrivono una distribuzione costiera stagionale, la riproduzione nel Mediterraneo da giugno a settembre e una migrazione vicino alla costa. Quando si trova davanti alla tua riva non te lo dice un manuale, ma l’acqua, e il tuo diario di pesca.
- Dove caccia lui, cacciano i grandi. Lampuga, barracuda e tonno mangiano tombarelli. Un banco in superficie può quindi essere anche il segnale del pesce più grande che sta sotto.
- Difficilmente lo identificherai con certezza. *A. rochei* e *A. thazard* nuotano spesso insieme e secondo l’ICCAT si somigliano molto; si distinguono, tra l’altro, per la larghezza del corsaletto sotto la seconda pinna dorsale (in *rochei* più di 6, di solito da 10 a 15 scaglie). Questo articolo non è una chiave di identificazione.
- Verifica tu le regole. Il regolamento UE 2019/1241 (allegato IX, taglie minime nel Mediterraneo) non riporta nessuna specie di *Auxis*; il regolamento croato NN 48/2026 elenca «trup Auxis rochei» tra le specie con obbligo di registrazione delle catture. Le norme variano da paese a paese e cambiano: fa fede l’autorità competente; questa non è consulenza legale.
Il tombarello è il tonno che non segue il suo nome: dovrebbe significare «crescere» e resta uno dei più piccoli della sua famiglia, condivide i suoi nomi da fregata con la sorella e la sua parola croata con l’alletterato degli albanesi. StrikeAhead legge condizioni e profondità e impara dalle tue catture; l’app ti dice quando ne vale la pena, e StrikeAhead Pathfinder ti dice con chi uscire su acque che non conosci — selezionati, verificati di persona, con catture verificate al posto delle foto pubblicitarie.