Pesca del pesce vela: il pesce più veloce del mondo, misurato su una lenza
In quasi tutte le classifiche degli animali più veloci del mare compare in cima: il pesce vela. La Wikipedia svedese, quella olandese e quella ebraica indicano 109 km/h, quella portoghese 110 km/h, citando il Guinness dei primati, quella spagnola 119 km/h. Da dove venga il numero lo racconta la Wikipedia russa: da una serie di prove in un campo di pesca a Long Key, in Florida, durante le quali un pesce vela percorse 91 metri in 3 secondi. La Wikipedia francese precisa che cosa si stesse srotolando: 91,4 metri di lenza in tre secondi, e annota che manca una fonte. Quella inglese parla di prove negli anni Venti. Il record di velocità più famoso del mondo dei pesci l’ha stabilito quindi un mulinello. Secondo la Wikipedia russa, studi più recenti arrivano a un terzo di quel valore. E per il Mediterraneo questo pesce ha una seconda storia: secondo FishBase ci entra da due porte. Questo articolo parla del pesce vela, genere *Istiophorus*: in tedesco Fächerfisch (anche Segelfisch), in inglese sailfish, in francese voilier, in spagnolo pez vela, in portoghese peixe-vela, in giapponese バショウカジキ (bashōkajiki).
Il record stabilito da un mulinello
La Wikipedia tedesca definisce prudentemente i vecchi valori «presunti»: da 40 a 59 nodi, circa 75-110 km/h. Studi più recenti, scrive, inducono a dubitarne fortemente; secondo questi il pesce vela non supera i 36 km/h, e un nuovo studio colloca la velocità massima teoricamente raggiungibile tra 36 e 45 km/h. La Wikipedia inglese riporta come stima precedente addirittura 35 metri al secondo, circa 125 km/h; lavori del 2015 e del 2016 sono arrivati al massimo a 10-15 metri al secondo (35-55 km/h). Durante la caccia alle prede sono stati misurati scatti di 7 metri al secondo, circa 25 km/h, e nessuno ha superato i 10 metri al secondo. Quella che si spinge più in là è la Wikipedia giapponese: misurato in mare, il pesce vela nuotava in media a circa 2 km/h, e gli esemplari seguiti con trasmettitore hanno raggiunto al massimo circa 8 km/h, con l’onesta precisazione che nessuno può dire se un pesce stesse davvero andando a tutta velocità. Costruito per la velocità lo è comunque: quando va forte ripiega la vela in un solco sul dorso, così come la pinna anale e le lunghe pinne ventrali (Wikipedia russa e tedesca). Secondo la Wikipedia russa non ha vescica natatoria.
Come riconoscerlo
Secondo la Wikipedia tedesca il segno distintivo si vede già dalla barca, quando nuota appena sotto la superficie: l’enorme prima pinna dorsale a forma di vela, più alta del corpo nel suo punto più alto. Comincia sulla nuca e arriva quasi fino alla piccola seconda dorsale; secondo la Wikipedia inglese davanti è tagliata dritta ed è più alta al centro. Il corpo è allungato e fortemente compresso ai lati (Wikipedia tedesca). La mascella superiore si prolunga in un rostro lungo e sottile, a sezione rotonda, come in tutti i marlin e a differenza del pesce spada (Wikipedia tedesca, FishBase). Mascelle e palato portano dentini fini, simili a una spazzola, e mancano le branchiospine (FishBase). Le pinne ventrali sono molto lunghe e strette, arrivano quasi all’ano e possono essere ripiegate in una fossetta. Il peduncolo caudale porta due carene per lato, la pelle piccole squame incassate con una o due punte smussate (FishBase).
Il colore: scuro sopra, sotto circa 20 strisce bluastre, il ventre argento pallido (FishBase). La membrana della vela è nero-bluastra e cosparsa di molti puntini scuri; la base delle pinne anali ha spesso riflessi bianco-argentei, le altre pinne sono bruno-nerastre o blu scuro (FishBase). In che direzione corrano le strisce non è chiaro come sembra: vedi sotto. E le può cambiare: secondo la Wikipedia inglese, alcune fonti riferiscono che i pesci vela cambiano colore per confondere le prede, mostrare il proprio stato d’animo o comunicare tra loro; secondo la Wikipedia italiana la pelle diventa più chiara o più scura a seconda dell’umore, e a volte compaiono strisce sul dorso.
- Taglia: per il pesce vela indopacifico, *Istiophorus platypterus*, FishBase indica 348 cm (lunghezza alla forca) come massimo, 270 cm come lunghezza comune e 100,2 kg come peso massimo pubblicato, il che coincide con il record di pesca sportiva citato dalla Wikipedia francese: 100,24 kg, catturato nel 1947 al largo dell’isola di Santa Cruz, in Ecuador. Per quello atlantico, *Istiophorus albicans*, FishBase indica 315 cm, di solito 240 cm, e al massimo 58,1 kg. Le femmine crescono di più; secondo la Wikipedia francese è l’unica differenza visibile tra i sessi, secondo quella tedesca gli esemplari molto grandi sono sempre femmine.
Da due porte nel Mediterraneo
Se i pesci vela siano uno o due è controverso (vedi sotto); FishBase ne elenca due, e per il Mediterraneo la cosa è istruttiva. Dell’indopacifico FishBase scrive che è entrato nel Mediterraneo dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez; la Wikipedia inglese lo definisce un migrante lessepsiano, e quella tedesca e quella russa dicono lo stesso. Dell’atlantico FishBase scrive: entra nel Mediterraneo, documentato soprattutto da giovani. Anche la Wikipedia italiana parla di esemplari soprattutto giovanili catturati nel Mediterraneo. La prima porta è dunque il Canale di Suez a est, la seconda lo Stretto di Gibilterra a ovest. E la Wikipedia tedesca aggiunge un’altra cosa: a parte il Mediterraneo, le due popolazioni si toccano solo al largo della costa del Sudafrica, dove possono mescolarsi. Il Mediterraneo è così uno dei soli due luoghi in cui i due pesci vela si incontrano, sempre che siano davvero due.
Quello che nessuna delle fonti dice: quanto sia frequente nel Mediterraneo. Nessuna cita una pesca mediterranea, nessuna una stagione, nessuna zona. Le grandi zone di pesca del pesce vela nominate dalle fonti sono altrove: secondo la Wikipedia russa al largo di Florida, Cuba, California, Hawaii, Tahiti, Perù, Nuova Zelanda e Australia e alle Seychelles, secondo quella giapponese nel Mar Cinese Meridionale intorno a Taiwan, alle Filippine e alla Malesia, secondo quella spagnola al largo di Manzanillo, in Messico. Per l’Atlantico al largo dell’Africa la Wikipedia francese cita il pesce vela più grande catturato lì, 64,6 kg al largo di Lobito, in Angola (2014), e la riproduzione tutto l’anno sulla piattaforma dell’Africa occidentale.
Dove vive e che cosa mangia
- Distribuzione: per l’indopacifico FishBase indica da 50° nord a 43° sud; per l’atlantico circa 40° nord nell’Atlantico nordoccidentale, 50° nord in quello nordorientale, 40° sud in quello sudoccidentale e 32° sud in quello sudorientale. In Russia, secondo la Wikipedia russa, è raro e si trova alle Curili meridionali e nel golfo di Pietro il Grande; in Giappone, secondo la Wikipedia giapponese, a sud del Tōhoku, raramente fino al sud dell’Hokkaidō.
- Acqua: preferisce 21-28 °C e sta soprattutto sopra il termoclino, ma può anche scendere più in profondità (FishBase, Wikipedia tedesca). FishBase indica 0-200 metri, di solito da 30 metri in giù.
- Vicinanza alla terra: secondo la Wikipedia giapponese è, fra tutti i marlin, quello che si avvicina di più alla costa. Secondo FishBase è più abbondante vicino a coste e isole; quello atlantico si sposta spesso in acque costiere. La Wikipedia inglese segnala una forte tendenza verso coste, isole e barriere e, come osservato nel Golfo Persico, può scomparire quando scompaiono le barriere coralline.
- Alimentazione: soprattutto pesci, oltre a crostacei e cefalopodi (FishBase). La Wikipedia tedesca elenca sardine, emiramfidi, sgombri, pesci sciabola, carangidi, sparidi e gallinelle, oltre agli argonauti. Secondo la Wikipedia francese al largo della Florida mangia, tra l’altro, l’alletterato, al largo di Taiwan soprattutto il tombarello (*Auxis rochei*): due piccoli tonni a cui questa serie dedica articoli propri. Al largo di Mazatlán, in Messico, nel 67% degli stomaci esaminati sono stati trovati resti di grandi calamari; nell’Oceano Indiano pesci nell’81%, granchi nel 31% e calamari nel 25% (Wikipedia francese). Prende anche animali dal fondo (FishBase), secondo la Wikipedia francese per esempio gallinelle, cefalopodi e lumache.
- Compagni di caccia: secondo la Wikipedia tedesca caccia spesso insieme a delfini, squali, marlin, tonni e lampughe.
- Nemici: appena nato è predato dai mangiatori di plancton; i pesci vela adulti, secondo la Wikipedia inglese, vengono mangiati solo da grandi squali oceanici e orche.
- Un inquilino: all’acquario Aquamarine Fukushima, secondo la Wikipedia giapponese, si è osservata una remora che ripuliva un pesce vela dai parassiti e in cambio poteva vivere sotto il suo opercolo.
La caccia: vela su, rostro di traverso
Secondo la Wikipedia inglese, mentre nuota la vela resta ripiegata e si alza solo durante l’attacco. A quel punto smorza le oscillazioni laterali della testa: il rostro resta più difficile da vedere per la preda, e il pesce vela può portarlo vicinissimo al banco o perfino dentro prima di colpire. La Wikipedia tedesca paragona la vela alla chiglia di una barca. Colpisce in due modi: con un breve colpetto o con un ampio fendente orizzontale (Wikipedia inglese). Si lancia nel banco con le pinne ventrali ripiegate, frena con le pinne aperte in una curva stretta e mangia i pesci colpiti dalla testa (Wikipedia tedesca). A ogni attacco ferisce in media due prede, ma solo il 24% degli attacchi finisce con una cattura (Wikipedia inglese). Poiché i pesci feriti rallentano, ogni pesce vela approfitta dei fendenti degli altri: i ricercatori la chiamano protocooperazione. Di solito attaccano uno alla volta, e ognuno ha un lato preferito: alcuni colpiscono verso sinistra, altri verso destra, e chi ha una preferenza marcata cattura di più. Poiché in un gruppo i due tipi sono più o meno ugualmente frequenti, il banco non può prevedere da dove arriverà il prossimo fendente (Wikipedia inglese). Le sardine in fuga virano, e per questo il pesce vela di solito le attacca da dietro, dove si raccolgono i pesci feriti e più lenti.
La vela potrebbe avere anche un secondo compito: secondo la Wikipedia inglese e quella ebraica, i biologi marini sospettano che serva da riscaldamento e raffreddamento: è percorsa da molti vasi sanguigni, e i pesci vela la alzano spesso prima o dopo scatti veloci in superficie. La Wikipedia russa descrive come derivino lentamente in superficie con la vela completamente alzata fuori dall’acqua. Da qui vengono anche i nomi: secondo FishBase *Istiophorus* significa «portatore di vela», dal greco istios (vela) e pherein (portare). Il nome giapponese バショウ (bashō), secondo la Wikipedia giapponese, paragona la vela alla foglia di un banano con le sue nervature diritte.
Un metro nel primo anno, e milioni di uova
I pesci vela crescono in fretta: secondo la Wikipedia inglese 1,2-1,5 metri in un solo anno, secondo quella russa addirittura 1,5-2 metri. La Wikipedia francese indica 100 cm a due anni e la maturità sessuale a due anni e mezzo; per l’atlantico FishBase indica una lunghezza alla prima maturità di 133,5 cm. Secondo FishBase, nei tropici e subtropici del Pacifico la riproduzione avviene tutto l’anno, con un picco nell’estate locale, in coppia o con due o tre maschi che seguono una femmina. Al largo della Florida i pesci si spostano per riprodursi in acque basse e costiere: le femmine nuotano pigre con la vela alzata, accompagnate da uno o più maschi (FishBase). Una femmina di 33,4 kg ha rilasciato lì, in una stagione, fino a 4,8 milioni di uova in tre emissioni (FishBase, Wikipedia tedesca). Le uova misurano 0,85-1,3 mm e portano una goccia d’olio che le fa galleggiare (FishBase, Wikipedia tedesca). Per i pesci del Giappone la Wikipedia giapponese indica da aprile ad agosto a est delle Filippine; nei giovani la prima e la seconda dorsale sono ancora unite e si separano solo con la crescita. La Wikipedia russa indica genericamente agosto-settembre.
Come si pesca e che cosa devi sapere
FishBase lo elenca come pesce sportivo e come specie di interesse commerciale; si cattura soprattutto con palangari e reti da posta, talvolta a traina e con l’arpione. Secondo la Wikipedia inglese finisce per lo più come cattura accessoria sui palangari dei pescherecci da tonno, è considerato meno pregiato dei marlin e di norma viene rilasciato; i pescatori sportivi lo apprezzano come un pesce combattivo. Poiché fra tutti i marlin è quello che più facilmente compare vicino alla costa, secondo la Wikipedia giapponese è molto amato nella pesca a traina. La Wikipedia spagnola descrive il combattimento: potenti fughe sott’acqua e salti spettacolari; si pesca con esca viva e morta, con artificiali da traina e calamari artificiali. La Wikipedia russa racconta che Ernest Hemingway era tra i suoi pescatori e che all’Avana si tiene ogni anno in sua memoria un torneo di pesca. La Wikipedia finlandese descrive un metodo del Messico del tutto senza amo: un pezzo di corda sfilacciata lungo circa 30 cm viene trainato dietro la barca, e il pesce vela vi resta impigliato con il rostro tra le fibre. La fonte finlandese lo spiega con delle «ventose» sul rostro; FishBase e la Wikipedia tedesca lì conoscono solo dentini fini. E un avvertimento dalla Wikipedia inglese: un pesce vela di 45 kg trafisse una donna all’inguine mentre il suo gruppo cercava di catturarlo.
⚠️ Ciò che segue è una deduzione dalla sua biologia, non un dato delle fonti: un pesce che caccia sopra il termoclino in acqua a 21-28 °C, che fra tutti i marlin si avvicina di più a coste e isole e segue i banchi di piccoli pesci va cercato dove il pesce foraggio sta nell’acqua calda di superficie. Un pesce che nell’Atlantico, secondo FishBase, arriva a poco meno di 60 kg è più leggero di un marlin, ma richiede un combattimento rapido e pieno di salti. Nel Mediterraneo, da tutto ciò che dicono le fonti, è un ospite raro: chi ne prende uno lì ha in canna una rarità: foto, combattimento breve, slamatura in acqua. E poiché è vulnerabile e il rostro può ferire: giù le mani dalla punta del rostro, e non issare il pesce in barca se deve tornare in mare.
In cucina: FishBase lo classifica come innocuo; si consuma fresco, affumicato e surgelato, anche come sashimi e sushi, alla griglia o al forno. La Wikipedia giapponese descrive la carne come fibrosa, magra e rossa, saporita soprattutto in estate e autunno, ma meno fine di quella degli altri marlin; quanto resti fresca dipende molto da quanto in fretta il pesce viene abbattuto dopo la cattura: i pescatori lo afferrano per il rostro e lo stordiscono con un colpo in testa. La Wikipedia italiana definisce la carne saporita e il fegato ricco di vitamina A.
E lo stock? La IUCN classifica il pesce vela come «Vulnerable», vulnerabile (FishBase: valutato il 1° maggio 2021), e secondo la Wikipedia inglese lo considera un’unica specie mondiale. FishBase elenca quello atlantico come «non valutato»; la Wikipedia spagnola definisce entrambi addirittura in pericolo di estinzione. Secondo la Wikipedia tedesca lo stock dell’Oceano Indiano rappresenta circa l’87% di quello mondiale ed è sovrasfruttato, con un calo del 27-33% in 12 anni; nel 2017 il pescato, 34.891 tonnellate, ha superato di molto il limite di 25.000 tonnellate. Lo stock dell’Atlantico orientale sarebbe crollato di circa il 60% in 12 anni; solo nell’Atlantico occidentale la tendenza è in crescita. Misure minime, quote e obblighi di rilascio li stabilisce ogni Paese: verificali sul posto.
Sette contraddizioni, lasciate aperte
- Una specie o due? FishBase si contraddice da sola: nella pagina dell’indopacifico segue Nakamura (1990) ed elenca due specie, in quella dell’atlantico si legge che secondo il Catalog of Fishes di Eschmeyer (seguendo Collette 2006) questo è un sinonimo, anche se «diversi autori» lo considerano una specie a sé. GBIF elenca entrambi come specie accettate, la IUCN una sola. La Wikipedia inglese: nel genoma (mtDNA), nelle misure corporee e nei caratteri meristici non sono state trovate differenze, e la maggior parte degli esperti vede una specie. Quella russa: i due sono stati unificati. Quella tedesca: sempre più spesso una.
- Quanto è veloce? Vedi sopra: 109, 110, 111, 119 e 125 km/h nei dati più vecchi, 90 km/h nella Wikipedia italiana, 100 km/h in quella russa e in quella giapponese, contro 36, 35-55 e 25 km/h nelle misurazioni più recenti e circa 2 km/h di media secondo la Wikipedia giapponese. Quella spagnola lo definisce il secondo abitante più veloce degli oceani, dopo il marlin nero.
- Acqua calda o fredda? La Wikipedia inglese scrive che i pesci vela vivono nelle acque d’altura più fredde di tutti gli oceani. FishBase lo definisce subtropicale e colloca quello atlantico a 21-28 °C, come la Wikipedia tedesca; quella russa parla di acque tropicali, subtropicali e temperate.
- Strisce verticali o longitudinali? FishBase: circa 20 strisce bluastre verticali, la Wikipedia francese ugualmente verticali. Quella tedesca: circa 20 strisce longitudinali di puntini azzurri. La pagina inglese sul pesce vela atlantico: circa venti strisce orizzontali.
- Quanto è grande, quanto pesa? FishBase: 348 cm e 100,2 kg (Indo-Pacifico), 315 cm e 58,1 kg (Atlantico); il record atlantico dell’Angola, 64,6 kg secondo la Wikipedia francese, è superiore. La Wikipedia tedesca indica 3,80 m come lunghezza massima, quella giapponese 3,3 m e 20-100 kg, quella russa 3,5 m e circa 100 kg, quella inglese raramente oltre 90 kg e di solito non oltre 3 m, quella finlandese 45-55 kg per gli adulti. E quella spagnola scrive che nel 1963 i pesci vela catturati pesavano in media 120 kg, più di qualsiasi peso massimo di FishBase.
- Quanto cresce in fretta, quanto vive? Nel primo anno 1,2-1,5 m (Wikipedia inglese) o 1,5-2 m (russa), oppure 1 m a due anni (francese). Sull’età: FishBase 13 anni per l’indopacifico, ma solo 4 anni per l’atlantico, come la Wikipedia italiana. Quella francese indica 7 anni al largo della Florida, 11 (maschi) e 12 (femmine) al largo di Taiwan e 13 come aspettativa di vita, quella giapponese 4-10, quella russa 13-15 anni.
- Solitario o cacciatore in branco? La Wikipedia giapponese: da solo o in piccoli gruppi di pochi pesci. FishBase: banchi di 3-30 individui o aggregazioni sparse su vaste aree. Quella tedesca: gruppi di caccia fino a 70 animali; ma secondo la Wikipedia inglese 70 è il risultato di un modello matematico sulla dimensione di gruppo fino alla quale conviene cacciare insieme, non un conteggio. E il successo di caccia: secondo la Wikipedia inglese il 24% degli attacchi, secondo quella tedesca uno su cinque.
Cinque nomi che portano al pesce sbagliato
- «Espadon voilier». In francese, secondo la Wikipedia francese e GBIF, si chiama anche espadon-voilier, «pesce spada a vela». Ma un espadon è il pesce spada, *Xiphias gladius*: un’altra famiglia, con una spada piatta e affilata e del tutto privo di pinne ventrali (Wikipedia tedesca). Questa serie gli dedica un gruppo a parte.
- «Marlin». La Wikipedia araba lo chiama مرلين شراعي, «marlin a vela», la pagina spagnola sull’atlantico scrive che è conosciuto come marlin, e la stessa Wikipedia italiana lo definisce «un marlin». Alla famiglia dei marlin (Istiophoridae) appartiene davvero; secondo la Wikipedia tedesca è perfino il gruppo fratello del marlin azzurro. Il genere però è un altro, *Istiophorus*, e la Wikipedia spagnola stessa avverte di non confondere i generi *Istiophorus*, *Makaira* e *Tetrapturus*.
- Il «pacifico» nel Mediterraneo. La Wikipedia italiana stessa, come quella spagnola e quella olandese, chiama *I. platypterus* pesce vela del Pacifico (pez vela del Pacífico, Pacifische zeilvis); in danese GBIF riporta solo «Pacifisk sejlfisk». Eppure è proprio questo «pacifico» che, secondo FishBase, arriva nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. E nella prima frase la Wikipedia italiana lo chiama inoltre «pesce vela atlantico»: il nome dell’altra specie.
- «Agulhão», «Парусник», «purjemarliini». In portoghese GBIF lo riporta come Agulhão e Agulhão-bandeira, la Wikipedia portoghese come agulhão-vela; ma agulhão indica anche il marlin azzurro (GBIF: agulhão-negro); l’unico nome inequivocabile è peixe-vela. Il russo Парусник significa anche veliero, ed è per questo che la Wikipedia russa intitola la voce «Парусник (рыба)». E il finlandese purjemarliini, «marlin a vela», GBIF non lo assegna a lui ma al marlin azzurro; in finlandese il pesce vela si chiama purjekala.
- Molti nomi in Giappone, e anche in italiano. La Wikipedia giapponese elenca molti nomi locali, tra cui ビョウブサシ (Toyama, Ishikawa), ミノカジキ (Kanagawa) e アキタロウ, «Tarō d’autunno», a Kagoshima, perché lì si pesca soprattutto in autunno. E in italiano? GBIF riporta pesce vela, pesce vela indo-pacifico e pesce vela atlantico; la Wikipedia italiana chiama *I. platypterus* pesce vela del Pacifico e anche istioforo. In tedesco GBIF riporta solo Fächerfisch e Indopazifischer Fächerfisch; la Wikipedia tedesca lo chiama Fächerfisch, «spesso anche Segelfisch», e la seconda specie Atlantischer Fächerfisch. L’aguglia imperiale, l’unico marlin che passa tutta la vita nel Mediterraneo, e il marlin azzurro sono trattati in gruppi a parte di questa serie.
Resta la domanda con cui comincia ogni articolo di questa serie: quando. Profondità, prede e modo di cacciare sono qui sopra, e sono fissi. Quello che cambia ogni giorno è tutto il resto, ed è proprio lì che si decide se vale la pena passare una giornata in acqua. È ciò che calcola StrikeAhead: prende le condizioni del tuo spot e ti dice quando vale la pena uscire. E poiché l’acqua calda sottocosta e i banchi che ci nuotano non si imparano a leggere dal primo giorno, StrikeAhead Pathfinder ti dice con chi uscire: guide e skipper selezionati, verificati di persona prima dell’inserimento (licenza e assicurazione), con catture verificate invece di foto promozionali, senza ranking a pagamento e, per te come pescatore, senza commissioni di intermediazione.